IDC Press Release: International Launch (Italian)

Coalizione Internazionale per la Detenzione di Rifugiati, Richiedenti Asilo e Immigrati

Più di 100 gruppi in difesa dei diritti umani di tutto il mondo hanno costituito una coalizione contro la detenzione degli immigrati

19 Giugnio 2006

“Perchè sono in prigione? Non sono un criminale… È peggio che essere in prigione. Almeno, quando sei in prigione sai quanto tempo dovrai starci e perché”. Queste sono alcune delle dichiarazioni fatte da rifugiati e immigrati detenuti semplicemente per essere entrati in uno stato o esservi rimasti o ancora per essersi mossi senza autorizzazione

Gli stati hanno il diritto di controllare i propri confini. Ma questo diritto non è assoluto. I diritti umani fondamentali non sono negoziabili e questi includono il diritto a non essere detenuti arbitrariamente. La detenzione di immigrati – pur se ammissibile in determinate circostanze eccezionali – non dovrebbe mai violare i diritti umani fondamentali di protezione della persona, limitare l’accesso degli individui alla richiesta e all’ottenimento dell’asilo, o prevedere una durata irragionevole o illimitata.
“Centri recintati, campi, centri per il rimpatrio, centri di transito negli aeroporti… Chiamateli come volete. Sono tutti forme di prigionia. Lentamente, ma in modo costante, hanno criminalizzato l’istituto dell’asilo politico e hanno demonizzato l’immigrazione”, dice Anna Gallagher, Coordinatrice della Coalizione Internazionale per la Detenzione dei Rifugiati, Richiedenti Asilo e Immigrati.

In Zambia, alla maggior parte dei rifugiati, alcuni da oltre 30 anni, non è concesso di lasciare i propri campi. E quelli che lasciano il proprio campo possono venire arrestati e messi in carceri sporche, sovraffollate e spesso in condizioni che minacciano la vita stessa. In Australia gli immigrati possono venire detenuti per un tempo illimitato fino al rimpatrio, senza alcun giudizio della magistratura. Ad esempio, un richiedente asilo del Kashmir, a cui è stata rifiutata la richiesta, è stato detenuto per 7 anni. Questi sono solo due esempi delle pratiche di detenzione che la Coalizione ha documentato.

La Coalizione ha raccolto informazioni sulle pratiche di detenzione degli immigrati in 36 paesi diversi. Ha scoperto che le peggiori pratiche di detenzione adottate dai governi sono state copiate da altri governi e che i politici spesso giustificano le loro politiche sull’immigrazione sulla base del fatto che un altro paese, spesso più ricco, sta attuando una politica simile.

“Nascosti dall’opinione pubblica, i governi nel mondo stanno usando la detenzione come strumento per ridurre i flussi migratori e disincentivare la migrazione. Un grande numero di persone viene rinchiuso – a volte per periodi di tempo indefiniti – nelle carceri o detenuto in situazioni di simil prigionia. Abbiamo riconosciuto la necessità di lavorare insieme, a livello internazionale, per mettere a nudo e affrontare tali pratiche così arbitrarie” afferma Anna Gallagher, Coordinatrice della neo-costituita Coalizione Internazionale per la Detenzione di Rifugiati, Richiedenti Asilo e Immigrati.

Note per Editori e Giornalisti

La coalizione è stata costituita per sensibilizzare l’opinione pubblica alle problematiche riguardanti le politiche di detenzione e le prassi dei governi e per promuovere maggiore protezione e rispetto dei diritti umani dei detenuti.

Obiettivo della coalizione è promuovere azioni di advocacy per limitare l’uso di tali pratiche, per ricercare forme alternative alla detenzione e per un utilizzo delle forme minime di detenzione per gli immigrati. La coalizione ha creato dei gruppi di lavoro per studiare ed elaborare delle proposte politiche sugli standard di detenzione (incluse le procedure di protezione e le condizioni detentive) e sulle restrizioni alla libertà di movimento nei campi dei rifugiati.

La coalizione riunisce oltre un centinaio di membri (organizzazioni non governative organizzazioni di ispirazione religiosa, universitari e altri individui) di 36 paesi–: Europa, Medio Oriente, Africa, Asia, Oceania, Carabi, Nord America, Centro e Sud America. In tutti questi paesi delle persone vengono detenute solamente sulla base del loro status di immigrato.

Il comitato direttivo della coalizione riunisce un numero significativo delle più importanti ONG a livello internazionale, che condividono la preoccupazione circa il trattamento degli immigrati detenuti, come Amnesty International, Human Rights First, l’Osservatorio per i Diritti Umani, Il Servizio Gesuita per i Rifugiati, il Servizio Luterano per immigrati e rifugiati, La Commissione delle Donne per le Donne e i Bambini Rifugiati (Women’s Commission for Refugee Women and Children), il Consiglio Mondiale per le Chiese, e un certo numero di ONG nazionali.

La Coalizione Internazionale per la detenzione è stata lanciata a livello mondiale il 20 giugno 2006, con una serie di eventi organizzati nei seguenti paesi: Stati Uniti, Canada, Messico, Kenya, Sud Africa, India, Australia, Libano, Belgio, Spagna, Italia, Ungheria, malta, Irlanda, Svizzera.

Per maggiori informazioni sulla Coalizione è possibile contattare:

Anna Gallagher: e-mail [email protected] Tel:  (+34) 947 541 835
o Melanie Teff  [email protected] Tel: (+39) 06 6897 7386; (+39) 338 752 2606


IDC Press Release: International Launch (Spanish)

Coalición Internacional sobre la Detención de Refugiados, Solicitantes de Asilo e Inmigrantes

Más de 100 grupos pro derechos humanos de todo el mundo forman una coalición para denunciar la detención de inmigrantes

Fechado: 19 de junio 2006

“¿Por qué estoy aquí detenido? No soy un criminal... Es peor que estar en prisión. Al menos cuando estás en la cárcel sabes por cuánto tiempo estarás allí y por qué.” Estas son declaraciones realizadas por refugiados e inmigrantes detenidos – simplemente por entrar o permanecer en un país o por trasladarse de lugar sin autorización.

Los estados tienen derecho a controlar sus fronteras. Pero este no es un derecho absoluto. Los derechos humanos fundamentales no son negociables, y estos incluyen el derecho a no ser detenido arbitrariamente. La detención de inmigrantes – aunque permisible en determinadas circunstancias excepcionales – no debería violar jamás la protección de los derechos humanos fundamentales, ni ser utilizada para limitar el derecho de las personas a buscar y disfrutar del asilo, ni prolongarse por un tiempo ilimitado e irrazonable. “Centros cerrados, los campamentos, los centros de expulsión, los centros de tránsito de los aeropuertos… llámensele como se quiera, son cárceles. Paso a paso y con firmeza, hemos criminalizado el asilo y demonizado la inmigración”, dice Anna Gallagher, coordinadora de la Coalición Internacional sobre la Detención de Refugiados, Solicitantes de Asilo e Inmigrantes.

En Zambia, la mayoría de los refugiados, algunos de los cuales han permanecido allí durante más de 30 años, no son autorizados a abandonar los campamentos. Y aquellos que los abandonaban pueden ser encarcelados en los abarrotados y a menudo insalubres centros penitenciarios. En Australia, los inmigrantes pueden ser detenidos indefinidamente a la espera de su deportación sin que su causa sea vista judicialmente. Así, un solicitante de asilo cachemir permaneció detenido durante siete años. Son sólo dos ejemplos de las prácticas de detención que ha documentado la coalición.

La coalición ha recabado información sobre las prácticas de detención de inmigrantes en 36 países. Descubrió que los países copian los peores métodos de detención unos de otros y que los políticos suelen justificar sus políticas de detención amparándose en que otros, a menudo más ricos, llevan a cabo políticas parecidas.

“A escondidas de la opinión pública, los gobiernos del mundo utilizan la detención para restringir y desanimar los flujos migratorios. Por eso tantas personas están detenidas – a veces por periodos indefinidos – en cárceles o en condiciones similares a las carcelarias. Vemos la necesidad de trabajar juntos a nivel internacional para sacar a la luz y denunciar estas prácticas arbitrarias,” dice Anna Gallagher, coordinadora de la recién creada Coalición Internacional sobre la Detención de Refugiados, Solicitantes de Asilo e Inmigrantes

Nota a Editores y periodistas

La coalición se creó para llamar la atención sobre las políticas y prácticas de detención de los gobiernos y para promover una mayor protección y respeto por los derechos humanos de los detenidos. Defiende limitar el uso de la detención de inmigrantes, buscar alternativas, y recurrir a formas menos restrictivas de detención. La coalición ha creado grupos de trabajo para estudiar y realizar propuestas políticas sobre las normas que rigen la detención (incluyendo salvaguardas procesales y las condiciones de detención), y sobre restricciones a la libertad de movimientos en los campamentos de refugiados.

La coalición cuenta con más de un centenar de miembros (organizaciones no gubernamentales (ONG), organizaciones confesionales, académicos y particulares) en 36 países de todo el mundo – en Europa, Oriente Medio, África, Asia, Oceanía, el Caribe, América del Norte, Central y del Sur– todos de países donde se detiene a personas por el mero hecho de su estatuto migratorio.

El comité directivo de la Coalición reúne a las principales ONG internacionales que comparten la preocupación por el trato a los inmigrantes detenidos, tales como Amnistía Internacional, Human Rights First, Human Rights Watch, Jesuit Refugee Service, Lutheran Immigration and Refugee Service, Women’s Commission for Refugee Women and Children, Consejo Mundial de las Iglesias, y numerosas ONG nacionales.

La coalición internacional sobre la detención se presentará a nivel mundial el 20 de junio de 2006, mediante eventos organizados por las organizaciones miembros en EE.UU., Canadá, México, Kenya, Sudáfrica, India, Australia, Líbano, Bélgica, España, Italia, Hungría, Malta, Irlanda y Suiza.

Para más información sobre la coalición,

contacte con Anna Gallagher: e-mail [email protected] Tel: (+34) 947 541 835
o Melanie Teff en [email protected] Tel: (+39) 06 6897 7386; (+39) 338 752 2606


IDC Press Release: International Launch

International Coalition on the Detention of Refugees, Asylum Seekers and Migrants

More than 100 human rights groups worldwide form coalition to challenge immigration detention

Dated: 19th June 2006

“Why am I detained here? I’m not a criminal...It’s worse than being in prison. At least when you are in prison you know for how long you are there and why.” These are statements made by refugees and migrants held in detention – simply for entering or remaining in a country or moving without authorisation.

States have the right to control their borders. But this right is not absolute. Fundamental human rights are not negotiable, and that includes the right not to be arbitrarily detained. Immigration detention - although permissible in certain exceptional circumstances - should never breach fundamental human rights protections, be used to limit people’s access to seek and enjoy asylum, or be of an unreasonable or unlimited duration. “Closed centres, camps, removal centres, airport transit centres… Call them whatever you like. They all amount to prisons. Slowly but surely we have criminalised asylum and demonised migration”, said Anna Gallagher, Coordinator of the International Coalition on the Detention of Refugees, Asylum Seekers and Migrants.

In Zambia, most refugees, some for over 30 years, are not entitled to leave their camps. And those who leave these camps may be imprisoned in grossly overcrowded and often life threatening conditions. In Australia, migrants may be detained indefinitely pending their deportation without judicial oversight. For instance, a rejected Kashmiri asylum seeker was detained for 7 years. These are just 2 examples of the detention practices that the coalition has documented.

The coalition has been collecting information on immigration detention practices in 36 countries. It found that the worst detention practices adopted by governments were being copied from others and politicians frequently justify their immigration detention policies on the grounds that another, often richer, country is operating a similar policy.

“Hidden from the general public, governments around the world are using detention to restrict and deter migration flows. So many people are being detained - sometimes for indefinite periods - in prisons or prison-like circumstances.  We have recognised the need to work together internationally to uncover and challenge such arbitrary practices,” said Ms. Anna Gallagher, coordinator of the newly-formed International Coalition on the Detention of Refugees, Asylum Seekers and Migrants.

Note to Editors and journalists

The coalition has been set up to raise awareness of governments’ detention policies and practices and to promote greater protection and respect for the human rights of detainees. It advocates limiting the use of, seeking alternatives to, and using the least restrictive forms of, immigration detention. The Coalition has established working groups to study and make policy proposals on the standards governing detention, (including procedural safeguards and conditions of detention), and on restrictions on freedom of movement for those living in refugee camps. 

The coalition involves over one hundred members (non-governmental organizations (NGOs), faith-based organizations, academics and individuals) in 36 countries from around the world – in Europe, the Middle East, Africa, Asia, Oceania, the Caribbean, North America, Central and South America – all from countries where individuals are detained purely on the basis of their immigration status.

The steering committee of the Coalition brings together a number of leading international NGOs which share concerns about the treatment of immigration detainees, such as Amnesty International, Human Rights First, Human Rights Watch, Jesuit Refugee Service, Lutheran Immigration and Refugee Service, Women’s Commission for Refugee Women and Children, World Council of Churches, and a number of national NGOs.

The international detention coalition is being launched worldwide on 20th June 2006, with events being organised by member organisations in the following countries: USA, Canada, Mexico, Kenya, South Africa, India, Australia, Lebanon, Belgium, Spain, Italy, Hungary, Malta, Ireland, Switzerland

For more information on the coalition,

contact Anna Gallagher: e mail [email protected] Tel:  (+34) 947 541 835
or Melanie Teff at [email protected] Tel: (+39) 06 6897 7386; (+39) 338 752 2606


IDC Launch: JRS Italy: Press Release: Italy launch

Press Release

Jesuit Refugee Service

15 June 2006
Senior Muslim, Jewish, Catholic leaders support launch of international coalition challenging the detention of migrants and refugees
100 human rights groups worldwide seek alternatives to imprisonment of migrants and refugees

“After facing persecution and extreme poverty at home, refugees face further suffering when they are deprived of their freedom of movement and detained – simply for fleeing for their lives. We have been visiting immigration detainees around the world for more than 20 years and our staff witness firsthand the physical and psychological harm caused to very vulnerable individuals, particularly children,” said Fr Lluís Magriñà SJ, International Director of the Jesuit Refugee Service (JRS).

JRS is a founding member of the newly-formed International Coalition on the Detention of Refugees, Asylum Seekers and Migrants which is being launched worldwide with events around the world this week. On 15 June, JRS will organise the launch of the first such event in Rome, Italy, with an inter-religious round table discussion on detention. This will take place on Thursday 15 June 2006 at 12:00pm in the Sala Marconi, Radio Vaticana, Piazza Pia 3, Roma. 
The conference will be addressed by Cardinal Martino of the Pontifical Council on Justice and Peace, Mario Scialoja - President of the Italian Muslim League, and Alan Nacceche - President of the Jewish Bnai Brith Youth Organisation. The event will be moderated by Fr Lluís Magriña SJ.

“Even in closed centres in many affluent countries, like Italy, the legal procedures governing detention are wholly inadequate and the conditions unacceptable. Such treatment is often illegal, but always immoral and degrading”, said Mario Scialoja, Italian President of the Muslim League.

"In carrying out their role of managing migration flows, it is understandable that states should establish temporary detention centres. Nevertheless, states should never forget their international obligations to refugees and other migrants. In particular, the arbitrary detention of refugees penalises human beings for seeking safety, and denies their common humanity," said Alan Naccache, President of Italian branch of the youth section of the Jewish Bnai Brith Organisation. 

“Arbitrary imprisonment poisons human society. It harms those who practice it as well as those who suffer it,” said Cardinal Martino, of the Pontifical Council on Justice and Peace.

The coalition, involving over 100 human rights groups from 36 countries worldwide, was established to raise awareness of governments’ detention policies and practices and to promote greater protection and respect for the human rights of detainees. It advocates limiting the use of, seeking alternatives to, and using the least restrictive forms of, immigration detention.

The coalition has been collecting information on immigration detention practices in 36 countries. It found that the worst detention practices adopted by governments were being copied from others and politicians frequently justify their immigration detention policies on the grounds that another, often richer, country is operating a similar policy.

Notes to Editors and Journalists

JRS works in over 50 countries in five continents around the world. It employs over 1,000 staff: lay, Jesuits and other religious to meet the education, health, social and other needs of over 500,000 refugees and IDPs. It allows provides legal and other services to migrants refugees detained purely on the basis of their immigration status in Africa, Asia, Europe, and the Americas. Its services are provided to refugees regardless of their race, ethnic origin, or religious beliefs.

The coalition involves over one hundred members (non-governmental organizations (NGOs), faith-based organizations, academics and individuals) in 36 countries from around the world – in Europe, the Middle East, Africa, Asia, Oceania, the Caribbean, North America, Central and South America – all from countries where individuals are detained purely on the basis of their immigration status.

The steering committee of the Coalition brings together a number of leading international NGOs which share concerns about the treatment of immigration detainees, such as Amnesty International, Human Rights First, Human Rights Watch, Jesuit Refugee Service, Lutheran Immigration and Refugee Service, Women’s Commission for Refugee Women and Children, World Council of Churches, and a number of national NGOs.

The international detention coalition is being launched worldwide on 20 June 2006, with events being organised by member organisations in the following countries: USA, Canada, Mexico, Kenya, South Africa, India, Australia, Lebanon, Belgium, Spain, Italy, Hungary, Malta, Ireland, Jamaica

For more information on the coalition, 
contact Anna Gallagher: e mail [email protected] Tel:  (+34) 947 541 835
or Melanie Teff at [email protected] Tel: (+39) 06 6897 7386; (+39) 338 752 2606


IDC Launch: JRS Italy: Press Release: Italy launch (Spanish)

Comunicación de prensa
El Servicio Jesuita para los Refugiados

 

 

15 junio 2006


Líderes musulmanes, judíos y católicos apoyan la presentación de la coalición internacional sobre la detención de inmigrantes y refugiados


100 grupos de derechos humanos en todo el mundo buscan alternativas al encarcelamiento de inmigrantes y refugiados

“Después de haber sufrido persecuciones y pobreza extrema en sus países, los refugiados se enfrentan a nuevos sufrimientos cuando se les priva de su libertad de movimiento y se les detiene, simplemente por huir para salvar sus vidas. Hemos estado durante más de 20 años visitando, en todo el mundo, a inmigrantes detenidos, y nuestro personal ha sido testigo de primera mano del daño físico y psicológico causado a personas muy vulnerables, especialmente los niños y las niñas” dijo el P. Lluís Magriñà SJ, director internacional del Jesuit Refugee Service (JRS).
El JRS es un miembro fundador de la recién formada Coalición Internacional sobre la Detención de Refugiados, Solicitantes de Asilo e inmigrantes, que será presentada en todo el mundo con eventos que se celebrarán durante toda la semana. El 15 de junio, el JRS organizará el primer acto de este tipo en Roma, Italia, con una mesa redonda interconfesional sobre detención en Radio Vaticano a las 12 del mediodía en la Sala Marconi, Radio Vaticano, Piazza Pia 3, Roma, Italia. 

 

Los conferenciantes serán el Cardenal Martino del Consejo Pontificio para la Justicia y la Paz, Mario Scialoja – Presidente de la Liga Musulmana italiana, y Alan Nacceche – Presidente de la Jewish Bnai Brith Youth Organisation. El evento lo moderará el director internacional del JRS.
“Aún en centros cerrados, en muchos países ricos, como Italia, los procesos legales que rigen la detención son totalmente inadecuados y las condiciones inaceptables. Este tratamiento es, a veces, ilegal, y siempre inmoral y degradante”, dijo Mario Scialoja, Presidente de la Liga Musulmana Italiana.

"En su tarea de gestionar los flujos migratorios, se entiende que los estados creen centros de detención temporal. Sin embargo, los estados no deberían olvidar jamás sus obligaciones internacionales para con los refugiados y otros inmigrantes. En particular, la detención arbitraria de refugiados castiga a seres humanos que buscan seguridad y les deniega su humanidad común," dijo Alan Naccache, Presidente del capítulo italiano de la sección juvenil de la Jewish Bnai Brith Organisation. 

“El encarcelamiento arbitrario envenena a la sociedad humana. Daña a aquellos que la practican tanto como a aquellos que la sufren,” dijo el Cardenal Martino, del Consejo Pontificio para la Justicia y la Paz.

La coalición, que ha involucrado a más de un centenar de grupos de 36 países de todo el mundo, se creó para llamar la atención sobre las políticas y prácticas de detención de los gobiernos y para promover una mayor protección y respeto por los derechos humanos de los detenidos. Defiende limitar el uso de la detención de inmigrantes, y buscar alternativas y recurrir a formas menos restrictivas.

La coalición, que ha estado recabando información sobre las prácticas de detención de inmigrantes en 36 países, descubrió que los gobiernos se copiaban unos a otros las peores prácticas y que los políticos frecuentemente justificaban sus políticas en base a que otros, a menudo más ricos, llevaban a cabo políticas similares.

 

 

Notas para editores y periodistas

El JRS trabaja en más de 50 países en todo el mundo. Cuenta con un personal de más de 1.000 personas entre laicos, jesuitas y otros religiosaos y religiosas para hacer frente a las necesidades educativas, sanitarias y sociales de más de 500.000 refugiados y desplazados internos. Esto le permite ofrecer servicios legales, entre otros, a inmigrantes refugiados por la sencilla razón de su estatus migratorio en África, Asia, Europa, y las Américas. Sus servicios se ofrecen indistintamente de la raza, origen étnico, o creencias religiosas.
La coalición cuenta con más de un centenar de miembros (organizaciones no gubernamentales (ONG), organizaciones confesionales, académicos y particulares) en 36 países de todo el mundo – en Europa, Oriente Medio, África, Asia, Oceanía, el Caribe, América del Norte, Central y del Sur– todos de países donde se detiene a personas por el mero hecho de su estatuto migratorio.

El comité directivo de la Coalición ha reunido a las principales ONG internacionales, que comparten su preocupación por el trato a los inmigrantes detenidos, tales como Amnistía Internacional, Human Rights First, Human Rights Watch, Jesuit Refugee Service, Lutheran Immigration y Refugee Service, Women’s Commission for Refugee Women and Children, Consejo Mundial de Iglesias, y numerosas ONG nacionales.

La coalición internacional sobre la detención se presentará a nivel mundial el 20 de junio de 2006, mediante eventos organizados por as organizaciones miembros en: EE.UU., Canadá, México, Kenya, Sudáfrica, India, Australia, Líbano, Bélgica, España, Italia, Hungría, Malta, Irlanda y Jamaica.

Para más información sobre la coalición, contacte con Anna Gallagher: e mail[email protected] Tel: (+34) 947 541 835
o Melanie Teff en [email protected] Tel: (+39) 06 6897 7386; (+39) 338 752 2606

 


IDC Launch: JRS Italy: Press Release launch (French)

Communication de presse

Il Service Jésuite des Réfugiés

15 juin 2006

 

Des hauts responsables musulmans, juifs et catholiques soutiennent le lancement de la Coalition Internationale contre la détention des migrants et des réfugiés  

Une centaine de groupes de défense des droits humains de par le monde cherchent des alternatives à l’emprisonnement des migrants et des réfugiés.

« Après avoir, dans leur pays, subi la persécution et la misère, les réfugiés sont confrontés à d’autres souffrances lorsqu’ils privés de leur liberté de mouvement et détenus dans des centres, des camps et des prisons – pour le simple fait d’avoir fui pour sauver leur vie. Depuis 20 ans nous visitons les centres de détention pour immigrants. En Europe, aux Etats-Unis, en Asie du Sud, en Asie Pacifique, en Afrique Australe, en Afrique de l’Est et dans les Caraïbes, notre personnel est un témoin privilégié des dommages physiques et psychologiques causés aux réfugiés en situation de grande vulnérabilité, en particulier les enfants», a déclaré le père Lluis Magriña SJ, Directeur International du JRS.

Le JRS fait partie des membres fondateurs de la toute nouvelle Coalition Internationale contre la Détention des Réfugiés, des Demandeurs d’asile et des Migrants qui est en train d’être lancée dans divers pays du monde à travers une série d’événements qui auront lieu cette semaine. Le 15 juin, le JRS organisera le lancement du premier événement à Rome : une table ronde inter-religieuse sur la détention. Elle aura lieu le jeudi 15 juin à 12 :00 dans les locaux de Radio Vatican situés au numéro 3 de la Piazza Pia, dans la salle Marconi.

A la table ronde seront présents le cardinal Martino du Conseil Pontifical Justice et Paix, Mario Scialoja, le Président de la Ligue Musulmane italienne, et Alan Nacceche, le Président de l’Organisation Juive Bnai Brith Youth. Le Directeur International du JRS modèrera la rencontre.

Même dans des centres fermés de pays riches comme l’Italie, les procédures juridiques qui encadrent la détention sont totalement inadéquates et les conditions inacceptables. De tels traitements sont parfois illégaux, mais toujours immoraux et dégradants », a déclaré Mario Scialoja, le Responsable de la Ligue Musulmane Italienne.

« Ayant à gérer les flux migratoires, on peut comprendre que les états établissent des centres de détention temporaire. Sans jamais oublier pour autant leurs obligations internationales envers les réfugiés et les migrants. En particulier le fait que la détention arbitraire des réfugiés empêche des êtres humains de trouver la sécurité et les prive de leur commune humanité », a déclaré Alan Naccache, le Président de la branche italienne de la section jeunesse de l’Organisation Internationale Bnai Brith.

La détention arbitraire empoisonne la société humaine. Elle blesse aussi bien ceux qui la pratiquent que ceux qui la subissent », a déclaré le Cardinal Martino, le Président du Conseil Pontifical Justice et Paix.

Cette Coalition, qui rassemble une bonne centaine de groupes de défense des droits humains dans 36 pays, a été créée pour sensibiliser l’opinion publique aux politiques et aux pratiques des gouvernements et pour promouvoir plus de protection et de respect des droits humains des réfugiés. Cette coalition plaide en faveur de la limitation de l’utilisation de la détention pour les immigrants, de la recherche d’alternatives à la détention, et de l’utilisation des formes les moins restrictives possibles en la matière.

La Coalition a rassemblé es informations sur les pratiques de détention de 36 pays. Il est apparu que les pires pratiques en matière de détention étaient celles que les états copiaient les uns sur les autres. Tandis que les hommes politiques justifient fréquemment leurs politiques de détention à partir du fait que d’autres pays, souvent plus riches, opèrent de la même manière.

Notes à l’attention des rédacteurs en chef et des journalistes

Le JRS travaille dans plus de 50 pays répartis sur les cinq continents. Il emploie plus de 1 000 personnels : laïcs, Jésuites, religieux et religieuses d’autres congrégations, qui travaillent dans les domaines de l’éducation, de la santé, du social, et autres, au service de plus de 500 000 réfugiés et déplacés. Le JRS offre divers services, dont l’aide juridique, aux migrants réfugiés qui sont détenus sur la seule base de leur statut d’immigré, en Afrique, en Asie, et dans les Amériques. Le JRS offre ses services à tous les réfugiés, quelles que soient leur race, leur origine ethnique ou leur appartenance religieuse.

La Coalition regroupe plus d’une centaine de membres (ONG, organisations confessionnelles, universitaires, individus) répartis dans 36 pays de par le monde – en Europe, au Moyen-Orient, en Afrique, en Asie, dans les Caraïbes, en Amérique du Nord et en Amérique Centrale et Latine- autant de pays où des individus sont détenus pour le seul motif qu’ils sont immigrants.

La Comité Directeur de la Coalition regroupe un certain nombre d’ONG internationales qui portent le souci du traitement réservé aux migrants placés en détention, comme par exemple : Amnesty International, Human Rights First, Human Rights Watch, le Service Jésuite des Réfugiés, le Service Luthérien pour les Réfugiés et les Immigrés, La Commission des Femmes pour les Femmes et les Enfants Réfugiés, le Conseil Mondial des Eglises, ainsi qu’un certain nombre d’ONG nationales.

La Coalition Internationale sur la Détention sera lancée officiellement le 20 juin 2006. A cette occasion, des événements seront organisés par des membres de la Coalition dans les pays suivants : Etats-Unis, Canada, Mexique, Kenya, Afrique du Sud, Inde, Australie, Liban, Belgique, Espagne, Italie, Hongrie, Malte, Irlande, Jamaïque.

Pour plus d’informations sur la Coalition, contacter Mme Anna Gallagher : email : [email protected] – Tel : (+34) 947 541 835 ; ou Mélanie Teff : [email protected] – Tel : (+39) 06 6897 7386 ; (+39) 338 752 2606.


IDC Launch: JRS Italy: Press Release: (Italian)

Comunicato stampa

Servizio Gesuita per i Rifugiati

15 giugno 2006

 

I principali leader musulmani, ebrei e cattolici appoggiano il lancio della Coalizione Internazionale sulla detenzione di immigrati e rifugiati

 

100 organizzazioni di tutto il mondo per la difesa dei diritti umani chiedono misure alternative alla detenzione di immigrati e rifugiati

“Dopo aver affrontato la persecuzione e la povertà estrema nei loro paesi, i rifugiati si trovano ad affrontare nuove ulteriori sofferenze, nel momento in cui vengono privati della loro libertà di circolazione e rinchiusi in centri di detenzione – semplicemente per essere fuggiti per salvare le proprie vite. Da più di 20 anni visitiamo i centri di detenzione per immigrati in tutto il mondo e il nostro personale è testimone diretto dei danni fisici e psicologici causati ad individui già molto vulnerabili, in modo particolare i bambini”, dichiara Padre Lluís Magriñà SJ, Direttore Internazionale del Servizio Gesuita per i Rifugiati (JRS)

Il JRS è uno dei fondatori della neo-costituita Coalizione Internazionale per la Detenzione dei Rifugiati, Richiedenti Asilo e Immigrati, che, questa settimana, viene lanciata a livello internazionale attraverso vari eventi nel mondo. Il 15 giugno, il JRS organizzerà il lancio del primo di questi eventi in Italia, a Roma, con una tavola rotonda interreligiosa sulla detenzione. L’evento avrà luogo giovedì 15 giugno alle 12.00 presso la Sala Marconi, Radio Vaticana, Piazza Pia 3, Roma.
  

La conferenza sarà presieduta dal Card. Martino, del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, da Mario Scialoja – Presidente della Lega Musulmana in Italia e da Alan Naccache – Presidente della Organizzazione Ebraica Giovanile Bnai Brith. La tavola rotonda verrà moderata dal Padre Lluís Magriña SJ.

“Anche all’interno di centri chiusi, in molti dei paesi di arrivo, come l’Italia, le procedure legali che regolano la detenzione sono totalmente inadeguate e le condizioni di detenzione sono inaccettabili. Un tale trattamento spesso risulta essere illegale, ma è comunque sempre immorale e degradante per la persona” afferma Mario Scialoja, Presidente della Lega Musulmana in Italia.

"Nell’esercizio del proprio ruolo di controllo e regolazione dei flussi migratori è comprensibile che gli stati possano creare dei centri di detenzione temporanea. Tuttavia gli stati non dovrebbero mai dimenticare i loro obblighi internazionali verso i rifugiati e gli altri immigrati. In particolare la detenzione arbitraria dei rifugiati penalizza la persona per il semplice fatto di aver messo in salvo la propria vita e nega la sua umanità” dichiara Alan Naccache, Presidente della sezione giovanile dell’Organizzazione Ebraica Italiana Bnai Brith.

“La detenzione arbitraria avvelena la società umana. Danneggia coloro che la praticano e coloro che la subiscono” dice il Cardinal Martino, del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace.

La coalizione, che coinvolge oltre 100 organizzazioni per i diritti umani di 36 diversi paesi, si è costituita per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo alle problematiche sulle politiche e le pratiche di detenzione dei governi e per promuovere una maggiore protezione e rispetto dei diritti umani dei detenuti.

La coalizione intende promuovere iniziative di advocacy a favore di un uso limitato della detenzione, dell’adozione di pratiche alternative e per un utilizzo delle forme minime di detenzione per gli immigrati. La coalizione sta raccogliendo informazioni sulle pratiche di detenzione degli immigrati in 36 paesi. In questo lavoro si è rilevato che le peggiori pratiche di detenzione adottate da alcuni governi vengono replicate da altri e che i governi tendono frequentemente a giustificare le proprie politiche di detenzione degli immigrati sulla base del fatto che altri paesi, spesso ricchi, attuano una politica simile.

 

Note per giornalisti e redattori
Il JRS lavora in più di 50 paesi, in cinque continenti nel mondo. Si avvale di uno staff di più di 1000 persone: laiche e laici, gesuiti e altre/i religiose/i, con il fine di rispondere ai bisogni educativi, sanitari e sociali di oltre 500.000 rifugiati e sfollati interni (IDP). Fornisce inoltre assistenza legale ed altri servizi ai rifugiati che si trovano in stato di detenzione, poiché immigrati, in Africa, Asia, Europa e nelle Americhe. Fornisce la propria assistenza indipendentemente da considerazioni razziali, etniche o religiose.

La coalizione riunisce oltre un centinaio di membri (organizzazioni non governative organizzazioni di ispirazione religiosa, accademici e singoli individui) di 36 paesi in Europa, Medio Oriente, Africa, Asia, Oceania, Caraibi, nord, centro e sud America. In tutti questi paesi delle persone vengono detenute solamente sulla base del loro status di immigrato.

Il comitato direttivo della coalizione riunisce un numero significativo delle più importanti ONG a livello internazionale, che condividono la preoccupazione circa il trattamento degli immigrati detenuti, come Amnesty International, Human Rights First, l’Osservatorio per i Diritti Umani, Il Servizio Gesuita per i Rifugiati, il Servizio Luterano per immigrati e rifugiati, La Commissione delle Donne per le Donne e i Bambini Rifugiati (Women’s Commission for Refugee Women and Children), il Consiglio Mondiale per le Chiese, e un certo numero di ONG nazionali.

La Coalizione Internazionale per la detenzione sarà lanciata a livello mondiale il 20 giugno 2006, con una serie di eventi organizzati nei seguenti paesi: Stati Uniti, Canada, Messico, Kenya, Sud Africa, India, Australia, Libano, Belgio, Spagna, Italia, Ungheria, Malta, Irlanda, Svizzera.

Per maggiori informazioni sulla Coalizione è possibile contattare:
Anna Gallagher: e-mail [email protected] Tel:  (+34) 947 541 835
o Melanie Teff  [email protected] Tel: (+39) 06 6897 7386; (+39) 338 752 2606 


Europe: ECRE: Research paper- Alternatives to detention

Research Paper on Alternatives to Detention- Practical alternatives to the administrative detention  of asylum seekers and rejected asylum seekers.  

In its 1996 Position Paper on the Detention of Asylum Seekers, the European Council on Refugees and Exiles (ECRE) sets out the extremely exceptional grounds on which it is reasonable for governments to detain an asylum seeker. The present paper attempts to describe various measures which, though not necessarily ideal in themselves, are at least preferable alternatives to the detention of asylum seekers who are detained on other than exceptional grounds (including rejected asylum seekers who are in the process of appeal).

Click here to download research paper in full


Reparación del daño por detención migratoria

En 2009, Sin Frontera, miembro de IDC, inició la defensa legal de un ciudadano australiano que fue detenido por el Instituto Nacional de Migración de México. Este mes el Tribunal Federal de Justicia Fiscal y Administrativa definió que el Estado Mexicano debe indemnizar al australiano por haber sido privado de su libertad en el centro de detención para migrantes de la Ciudad de México.

Leer más.


2014 Global Forum on Migration and Development (GFMD) and People's Global Action (PGA)

GFMD
IDC's Ben Lewis, PICUM's Michele Levoy and Terre Des Hommes Ignatio Packer speaking at the Workshop on Children in Context of International Migration at the People's Global Action day.

IDC Secretariat staff and various members will be attending this year’s 2014 Global Forum on Migration and Development (GFMD) to advocate for the rights of migrants at risk of immigration detention.

The Global Forum on Migration and Development (GFMD) is an important annual migration conference held by states with the assistance of the Special Representative of the Secretary General on international migration and development, and chaired each year by a different state. This year, the GFMD is being hosted by Sweden from 12-16 May.

The GFMD is also preceded by a People’s Global Action on Migration, Development, and Human Rights (PGA), an independent civil society event which brings together migrant associations, migrant rights organizations, trade unions, faith groups, academia and other civil society from around the world to share information, dialogue, strengthen analyses and develop joint actions and campaigns on current and emerging issues related to migration. This year, the PGA will take place from 9-11 May.  

The IDC—together with our Members and partners PICUM, and Terre des Hommes—will be holding several events on children and migration throughout the PGA and GFMD processes.  If you’re in Stockholm, please plan to join us and please pass this information onto your networks and partners.

People’s Global Action 9-11th May

The IDC will be co-sponsoring two different PGA Workshops together with the Platform for International Cooperation on Undocumented Migrants (PICUM) and Terre des Hommes. To view the final program of the PGA, please click here.

  •  ‘‘Children in the Context of International Migration: Coordinating before, during, and after GFMD, ensuring the inclusive implementation of the Convention on the Rights of the Child.’   Workshop 18, Sunday 11 May 14:00 – 15:30, Room 106
  • Criminalisation, Detention and Child Rights at the GFMD (and beyond): A global strategy for ending the immigration detention of children’  PGA Thematic session #7, Sunday 11 May 16:00-17:30, Assembly Hall

Please find the flyers for both of these events here.

GFMD Civil Society Days 12-13th May

Throughout the GFMD’s two Civil Society Days, the IDC and partner organisations will have information tables set up displaying information on child immigration detention, and sharing videos from our Global Campaign to End Child Immigration Detention.  Please stop by and help us promote an end to child immigration detention. The IDC is also hosting a Side Event featuring Mr. François Crépeau, UN Special Rapporteur on the Human Rights of Migrants.  Finally, IDC Members and staff will be participating in the following thematic “Working Sessions”, below.  To view the final Civil Society Days program, please click here.

  • Side Event – Alternatives to the immigration detention of children. Monday 12 May 12:30 - 13:30, Fogelströmrummet Room
  • Session 2.A: Protecting and empowering migrants in distress, in transit, at borders and in detention. Monday 12 May 13:30 – 15:30, Riddarsalan Room
  • Session 2.B: Protecting and empowering children in contexts of migration. Tuesday 13 May 08:30 – 10:30, Riddarsalan Room

GFMD Common Space – Wednesday 14th May

The “Common Space” of the GFMD is a time allocated for interaction and dialogue between states and civil society. This year, the IDC will participate in two different events during the Common Space, below.  To view the final Common Space program, please click here.

  • Wednesday morning “Breakfast Roundtable” conversation on migrant children in detention. (Private meeting), Wednesday 14 May 08:30 – 10:30

Support at input to these events is always welcome. Please contact IDC Advocacy Coordinator, Ben Lewis, for further information about the IDC’s involvement in the 2014 GFMD.